03 aprile 2008


VI PRESENTO. . .
SESTO SAN GIOVANNI
"LA MIA CITTA' NATALE"

Oggi vi voglio presentare, con qualche vecchia foto, la mia città natale: SESTO SAN GIOVANNI. Non è una città d'arte, non è una città turistica, ma è stata una importantissima città industriale che ha dato da lavorare a migliaia di operai ed impiegati provenienti da molti cittadine limitrofe e persino dalle valli del bergamasco. Ho vissuto a Sesto sino al 1982 poi mi sono trasferito a Monza ma ho continuato a lavorare alla Falck fino al 1996 anno della chiusura delle acciaierie. Pensate che nel periodo di massima espansione della Falck, i cittadini di Sesto avevano l'onore di assistere (si fa per dire), oltre al tramonto naturale del sole, a altri 12 tramonti dovuti ad altrettante colate dei forni elettrici Falck. Quando la Falck colava, il cielo a Sesto si tingeva di rosso come al tramonto. Certo potete anche immaginare la qualità dell'aria in quel periodo.

UN PO' DI STORIA
Il nome del comune si compone di Sesto, ad indicare in miglia la distanza da Milano lungo un'antica strada romana (ad sextum lapidem, ovvero presso la sesta pietra miliare). Il caso non è unico nel territorio milanese: si pensi agli antichi comuni di Quarto Oggiaro, Quinto de' Stampi, Sesto Ulteriano, o al comune di Settimo Milanese. La seconda parte del nome, San Giovanni, venne introdotta a partire dal 1100, per rendere chiara la dipendenza del territorio sestese dalla Basilica di San Giovanni a Monza.
Nato probabilmente come agglomerato di case contadine, fondato dai romani, Sesto rimane un minuscolo e insignificante borgo fino al 1800. Due censimenti calcolarono circa 500 residenti nel 1546 e circa 1300 abitanti nel 1770.
Nel XIX secolo aprono a Sesto le prime filande e nel 1840 entra in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia dopo la Napoli-Portici, la Milano-Monza, che ha a Sesto Rondò una stazione intermedia. Nel 1876 viene inaugurata anche la prima ippovia italiana, parallela alla ferrovia, l'ippovia fu poi elettrificata dalla società Edison nel 1901. Nel 1880 Sesto contava circa 5.000 abitanti e dispone già delle infrastrutture che ne favoriranno il successivo sviluppo. Nel 1861 il comune autonomo di Cascina de Gatti fu unito al comune di Sesto San Giovanni.
A cavallo tra Ottocento e Novecento Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi.
La prima filanda viene aperta nel 1832 da Giuseppe Puricelli Guerra in un'ala della villa di famiglia. Nei decenni seguenti altre se ne aggiungono: la Savini , poi Gaslini, in quanto acquisita dai nobili Gaslini una famiglia proveniente da Milano , sulla vecchia strada per Monza, la De Ponti in via Vittorio Emanuele, la Gnocchi, la Chiavelli alla cascina Valdimagna. Nel 1878 sono sette e occupano 738 persone. Le principali industrie sono OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella città.
Dopo il difficile dopoguerra Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico fino alla crisi degli anni '90 del XX secolo quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da città industriale a città del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche.






In uno dei prossimi post, pubblicherò qualche foto di Sesto che sono riuscito a trovare nelle mie navigazioni in Internet.

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