07 ottobre 2008

MILANO
BASILICA DI SANT'AMBROGIO


La basilica di Sant'Ambrogio è una delle più antiche chiese di Milano.
Edificata tra il
379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata Basilica Martyrum: lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei santi martiri Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice, Valeria, Gervasio e Protasio
. Sant'Ambrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambiò nome, assumendo quello attuale.
Nel
IX secolo, subì importanti ristrutturazioni volute dal vescovo Angilberto II (824-860), il quale fece aggiungere la grande abside, preceduta da un ambiente sovrastato da volta a botte, sotto il quale si svolgevano le funzioni liturgiche. Nello stesso periodo, il catino dell'abside venne decorato da un grande mosaico ancora esistente
, il Redentore in trono tra i martiri Protasio e Gervasio e con gli arcangeli Michele e Gabriele, corredato da due episodi della vita di Sant'Ambrogio.

Il quadriportico e la facciata
Al
ciborio, di epoca paleocristiana, vennero aggiunti quattro fastigi con timpano, decorati con stucchi nel X secolo ed ancora eccellentemente conservati. Sotto il ciborio venne collocato l'Altare di Sant'Ambrogio, capolavoro dell'oreficeria carolingia, in oro, argento
, dorato, pietre preziose e smalti, quale vistoso segnale della presenza delle reliquie dei santi, collocate al di sotto dell'altare stesso e visibili da una finestrella sul lato posteriore.
La basilica ha preso il definitivo aspetto tra il
1088 e il 1099, quando, sulla spinta del vescovo Anselmo, venne radicalmente ricostruita secondo schemi dell'architettura romanica. Venne mantenuto l'impianto a tre navate (senza transetto) e tre absidi corrispondenti, oltre al quadriportico, anche se ormai non serviva più a ospitare i catecumeni
, ma come luogo di riunione.
Il
tiburio fu aggiunto verso la fine del XII secolo ma crollò ben presto (1196): venne subito ricostruito, con la particolare conformazione esterna caratterizzata da gallerie con archetti su due registri sovrapposti.


La COLONNA DEL DIAVOLO
Tale monumento è una colonna romana eretta nella piazza della Basilica di Sant'Ambrogio con due fori circolari che emanano perennemente un forte odore di zolfo.
Secondo la leggenda, la piazza fu luogo di scontro tra Sant’Ambrogio e il diavolo. Il santo spinse il Satana contro la colonna e questi vi rimase incastrato fino al giorno seguente con le corna, producendo così i due fori.
Solo a fatica il Diavolo riuscì a svincolarsi e a fuggire. Secondo la tradizione, infilando le dita nei fori si attira la fortuna, ma accostandovi l’orecchio è anche possibile sentire rumori provenienti dall’inferno e qualcuno dice si senta anche odore di zolfo.









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18 settembre 2008

MILANO
MUSEO DEL CASTELLO
Non sono un amante dei musei anche perchè, devo ammetterlo, a parte la sensazione di dire che quell'oggetto è bello o brutto che è poi molto soggettiva, di arte non ci capisco nulla. Malgrado questo mi piace ogni tanto andare a visitare un luogo d'arte se non fosse altro per scattare qualche fotografia e rendere partecipi, pubblicando le foto sul blog, altre persone che sicuramente capiscono molto più di me.
E allora ecco pubblicate alcune foto che ho scattato all'interno del Museo del Castello Sforzesco di Milano, lo stesso dove è custodita la famosa "Pietà Rondanini" di Michelangelo.
L'ingresso al Museo

Monumento Sepolcrale di Bernabò Visconti
Particolare dei bassorilievi del Monumento Sepolcrale



I soffitti del museo sono bellissimi e tutti diversi tra loro. Ecco un piccolo esempio Particolare dei dipinti sul soffitto

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08 settembre 2008

MILANO
S. MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE


Ogni volta che passo davanti a questa Chiesa non posso fare a meno di entrare e di riammirare la bellezza dei suoi dipinti. Non sono un esperto di arte ma credo di non essere smentito ne tantomento tacciato di eresia se affermo che chiese così ricche di dipinti , per lo meno a Milano, ce ne sono poche. Inoltre stanno restaurando il coro ma purtroppo dovremo attendere almeno due anni prima di poterlo riammirare in tutta la sua bellezza. Se passate da Milano e siete in zona Corso Magenta, oltre ad andare a visitare Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo Vinciniano fate un salto anche a San Maurizio, vedrete che non ve ne pentirete e rimarrette impressionati dalla sua bellezza.
Qui di seguito alcuni scatti dei dipinti.
Il Tabernacolo


Decorazioni delle volte nel coro

Guardate questo dipinto, non notate nulla di strano?. Il dipinto rappresenta il momento in cui Gesù viene posto nel sepolcro dopo la crocefissione. Sulla destra il pittore ha voluto rappresentare la Badessa delle suore di clausura di questo Monastero.

Particolare del dipinto successivo.

Mosè con le Tavole della Legge.



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07 luglio 2008

MILANO
LA FONTANA DEL PIERMARINI
Ritorno a postare qualche immagine della mia Milano. Oggi siamo in Piazza Fontana tristemente famosa per la strage avvenuta il 21 dicembre 1969 alla Banca dell'Agricoltura. In questa piazza c'è una bellissima fontana opera del Piermarini.
La Fontana del Piermarini fu la prima fontana di Milano, comparsa verso la fine del '700 e voluta da Maria Teresa d'Austria proprio in quel luogo, dal quale fu sloggiato il "verzee" (mercato ortofrutticolo) dell'Arcivescovo. L'opera venne affidata dal conte Carlo di Firmian, plenipotenziario dell'imperatrice, a Giuseppe Piermarini (1734-1808), che dal 1770 era "imperial regio architetto". Nello splendido progetto egli sarà affiancato da un altro artista dell'Accademia di Brera, lo scultore Giuseppe Franchi, autore delle sirene e dei delfini che ornano la fontana, posta in opera tra il 1781 e il 1782 nell'ambito di un progetto più ampio di risistemazione della piazza. Lo stile è neoclassico, nobile e sereno, chiaro esempio della maestria del Piermarini. La fontana è composta da tre vasche sovrapposte, in granito rosa di Baveno. E' situata all'interno di piazza Fontana.



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01 luglio 2008

MILANO
CASA DEGLI OMENONI


La Casa degli Omenoni è un palazzo di Milano costruito intorno al 1565, situato nella odierna Via degli Omenoni. Il nome deriva dalle otto grandi cariatidi (omenoni, ovvero "grandi uomini") della facciata, scolpite da Antonio Abondio.
Il palazzo è stato l'abitazione dello scultore Leone Leoni, al cui cognome allude il rilievo con la Calunnia sbranata dai leoni.
Giorgio Vasari lo diceva "pieno in modo di capricciose invenzioni, che non n'è forse un altro simile in tutto Milano"








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19 giugno 2008

I GATTI DEL CASTELLO SFORZESCO


C'è un film di animazione della Walt Disney che ha come protagonista un gatto di nome Romeo "il gatto del Colosseo". Ebbene se venite al Castello Sforzesco di Milano potretre trovare tantissimi "Romeo" e per la precisione ben 65.

Fonte: lasestina.com

Ci sono Soriani, tigrati, incroci con birmani e con siamesi, americani a pelo corto, certosini, persino un vecchio gatto d'angoraribattezzato Billo, che porta i suoi 17 anni con una certa dignità. Li chiamano "i castellani", i felini randagi che daquarant'anni (quando hanno iniziato ad essere censiti) vivono nei cortili del Castello Sforzesco. Si scorgono acciambellati nei fossati della dimora del Duca Francesco Sforza, o seduti sulla scalinata che porta ai sotterranei della Rocchetta. Alcuni sono nativi del luogo, altri sono stati abbandonati da padroni senza scrupoli. Delle 400 colonie sparse in tutta Milano, questa è la più numerosa. Vent'anni fa se ne contavano 200 e oggi sono 65. Nessuno di loro muore a causa di malattie. Piuttosto finiscono sbranati da cani di grossa stazza che non vengono tenutial guinzaglio dai loro padroni, o vittime di sassate e calci inferti con violenza da qualche sadico». La più grande sostenitrice degli "aristogatti" milanesi resta la signora Rosy Sorini, una 50enne di origini toscane, che da22 anni si prende cura dei 65 "castellani". «Ho raccolto l'eredità di una ricca gattara», racconta. «Ogni giorno, con il sole,la pioggia o la neve, dalle 11 e 30 alle 13 e 30, vado a prendermi cura dei miei mici.











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