29 novembre 2007

MITI E LEGGENDE
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LA LEGGENDA DEL PESCE D'APRILE


Chi non ha mai fatto un "Pesce d'Aprile" ad un amico, ad un parente; credo nessuno ma vi siete mai chiesti da cosa o da dove deriva questa usanza? Ebbene ho scovato in internet la risposta alle vostre domande (almeno così ora potrete dormire sonni tranquilli)


Who has never made a "fish of April" to a friend, a relative, but I think anyone you ever wondered what or where it comes from this custom? Well I found in Internet the answers to your questions (at least so now you can sleep quietly)


Il Pesce d'Aprile ha un'origine piuttosto misteriosa, tanto che sulle sue origini è nata una leggenda che coinvolge addirittura Antonio e Cleopatra! Nessuno riuscirà a togliere l'alone di mistero che avvolge la festa del pesce d'aprile. Un mistero che ha origini remote che riportano all'antico Egitto.
Sembra infatti che il primo pesce d'aprile risalga al 40 a. C. addirittura a Cleopatra, quando sfidò Marco Antonio a una gara di pesca. In quell'occasione infatti, il generale romano tentò di fare il furbo, incaricando un servo di attaccare all'amo una grossa preda che lo avrebbe fatto vincere, ma la Regina, scoperto il piano, diede ordine di far abboccare un grosso finto pesce in pelle di coccodrillo.
Ecco svelato l'arcano dell'usanza di attaccare sulla schiena di un ignaro soggetto un pesce di carta!



PESCI D'APRILE STORICI:


La Bbc è uno dei canali più attivi in quest'ambito. Due gli scherzi della televisione britannica rimasti nella storia.


Il primo riguardava un reportage su un test relativo a una nuova tecnologia che permetteva di trasmettere odori tramite le onde dell'aria. Diversi spettatori presero contatto con l'emittente per poter partecipare al test.


Il secondo è conosciuto con il nome di 'swiss spaghetti harvest'. Nel 1957 la Bbc diffuse la notizia di un eccezionale raccolto di spaghetti nel sud della Svizzera, dovuto principalmente a un inverno mite. Il pubblico sentì Richard Dimbleby, speaker altamente rispettato, discutere i particolari del raccolto di spaghetti mentre venivano mostrate le immagini di una famiglia svizzera che estraeva la pasta dagli alberi degli spaghetti e disporla nei cestini. Non appena conclusa la trasmissione, la Bbc cominciò a ricevere centinaia di chiamate da spettatori che desideravano sapere come far nascere spaghetti sugli alberi.

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18 settembre 2007

MITI E LEGGENDE
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LA LEGGENDA DEL TIROLO

- Dice una leggenda del Tirolo:

Lassù sui monti del Trentin
c’era un montanaro tutto solo
abbandonato dal destin.

Trascorreva i giorni ad uno ad uno
fantasticando sull’amor,
era solo e non aveva alcuno
a cui donare il proprio cuor

- Ma in una notte nera la bufera
sai cosa gli portò?
che gli regalò?

- Una bimba piena di paura
che il temporale spaventò:
s’era smarrita nella notte oscura
e alla capanna sua bussò.

- Nella sua casetta di confine
il montanaro la portò…
Come nelle storie a lieto fine
la montanara diventò.

- Dice una leggenda che alla sera
se una fanciulla del Trentin
si smarrisce in mezzo alla bufera
diventa sposa d’un alpin

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05 luglio 2007

MITI E LEGGENDE
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LA LEGGENDA DELLA STELLA ALPINA



Sulla grande alpe nevosa viveva un montanaro con una figlia chiamata Stella. Il padre era grande, la figlia era piccola. Il padre era forte, la figlia era debole.
Stella aveva i capelli biondi, gli occhi celesti, la pelle bianca, le labbra pallide.
Il montanaro, accarezzandole la testa, le diceva: “stai attenta!”
Temeva che quel suo fiorellino delicato non resistesse al freddo della montagna. Infatti un brutto giorno, tornando di fuori, trovò Stella con le gote accese. In tre giorni la bambina volò in cielo.
Da allora ogni notte il montanaro usciva di casa, saliva sulla cima del monte, guardava il cielo stellato e chiamava: “Stellina! Stellina!”
Chiamava e piangeva. E le lacrime, cadendo, imprimevano una stella sulla neve.
La mattina, dov’erano cadute le lacrime di quel povero babbo, gli altri alpigiani trovarono sbocciati strani fiori mai visti. Sembravano fatti di neve ed avevano la forma di stella.
Erano le stelle alpine, fiorite in ricordo della bimba del montanaro.

Tratto da “Loveno Grumello e contrade”, di Giovanna Calvetti, 1987-88. Comune di Paisco Loveno.

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14 giugno 2007

MITI E LEGGENDE

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IL CERVINO
Becca, il vero nome del Cervino


Molti e molti anni fa, il Cervino aveva un altro nome. Si chiamava "Becca", o almeno così lo chiamavano tutti i valligiani.

Una volta, nella frazione di Clou, poco distante da Maën, centocinquanta metri sotto Valtornenza, viveva una cantiniera chiamata Caterina. Caterina teneva un'osteria, dove i coscritti - che a quei tempi stavano sotto le armi la bellezza di otto anni - andavano a dissetarsi e, qualche volta, ad affogare i dispiaceri nel vino.

Pare, però, che Caterina avesse la pessima e riprovevolissima abitudine di mescolare l'acqua al vino. I coscritti spesso non se ne accorgevano, soprattutto dopo che superavano il quarto bicchiere. Lei, quindi, perseverava nella sua piccola truffa.

Una notte, un contadino che era stato sotto le armi tornò al paese con alcuni compagni. Arrivati alla cantina di Caterina, bussarono forte, per farsi aprire e trovare un po' di ristoro con del buon vino. Era scoccata da poco la mezzanotte. Nessuno rispose."Caterina, Caterina, sono io - gridò forte il soldato -. Aprimi, sono qui con i miei amici, vogliamo bere un po' di vino! Caterina, apri, apri!"

Il contadino improvvisamente udì provenire dall'interno una voce cavernosa e spaventevole. La voce disse: "Caterina non è più qui! È sulla Becca, che cerne l'acqua dal vino"!

Caterina, povera sciagurata, era morta. E per penitenza era stata condannata a cernere (cioè dividere) l'acqua dal vino per tutta l'eternità.

Il gruppetto di avventori se ne dovette tornare a casa a bocca asciutta. E da quel giorno la Becca non si chiamò più Becca, ma, da "cerne vino"... Cervino.


Leggenda tratta da "Leggende del Cervino" di Mary Tibaldi Chiesa

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20 aprile 2007

MITI E LEGGENDE

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LA LEGGENDA DELLA GRIGNA
Con il nome Grigna (detta anche Grigna settentrionale o Grignone) si intende la vetta più alta del massiccio delle Grigne, posto in provincia di Lecco a cavallo tra il ramo orientale del Lago di Como e la Valsassina, composto anche dalla meno elevata Grignetta.
La vetta massima raggiunge i 2410 m, e appena sotto ospita il Rifugio Brioschi, uno dei rifugi storici delle Prealpi Lombarde, di proprietà del CAI di Milano.
Nella foto a destra una veduta della GRIGNA.
La nascita di una delle più belle montagne della Lombardia, è narrata dai versi di una canzone popolare che risale al medioevo.
Ecco qui di seguito le parole di questa canzone.
LA LEGGENDA DELLA GRIGNA
Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore;
cantava: "Avere te voglio o morire!".
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
"tira una freccia in fronte
a quello che vien su".
Il cavaliere cadde fulminato.
Ma Dio punì l'orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.
Noi pur t'amiamo d'un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d'una chiesetta che a pregare chiama.

Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte;
facciamo la croce in fronte:
non ci farai morir.

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06 aprile 2007

MITI E LEGGENDE
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LA LEGGENDA DEL ROSENGARTEN
IL GIARDINO DELLE ROSE
Chi ha mai guardato il Catinaccio all'ora del tramonto, si sarà indubbiamente chiesto come mai questa montagna si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.

Ai tempi in cui nelle Dolomiti vivevano ancora giganti e nani, il Catinaccio (chiamato anche "Giardino delle rose") era il regno di Re Laurino, sovrano di un popolo di nani.
All'interno della montagna, il Re aveva nascosto un tesoro di valore inestimabile di cui faceva parte anche una cappa che lo rendeva invisibile.
Davanti al suo castello incastonato nella roccia prosperava un bellissimo roseto recintato con fili d'oro. Guai a colui che osava entrare nel giardino o cogliere una delle magnifiche rose!
Accadde che il Re Laurino si innamorasse sperdutamente della bellissima principessa Simile. Mediante l'aiuto della sua cappa riuscì a rapire la principessa e a portarla nel suo regno colmandola di tesori inestimabili. Però i giorni di Simile rimasero tristi e pieni di nostalgia.

Hartwig, il promesso sposo della principessa, chiese aiuto a Teodorico di Berna, il re dei Goti. Teodorico ed i suoi guerrieri salirono sul Catinaccio, tagliarono il filo che circondava il giardino e mozzarono le rose. Re Laurino, tremante dall'ira in sella ad un cavallo bianco, accorse per rivendicare mano e piede degli scellerati. Indossando la sua cappa si rese invisibile e si avvantaggiò, ma Re Teodorico riuscì a strappargli la cappa, lo imprigionò e liberò Simile.

Irritato per il destino avverso, Laurino si voltò verso il "Giardino delle Rose" e lo trasformò in pietra lanciandogli una maledizione: né di giorno né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però si era dimenticato del tramonto.
E così da allora accade che i monti pallidi all'ora del tramonto si infiammano tingendosi di un magnifico rosa.

Il gruppo del Catinaccio (Rosengarten) al tramonto.


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30 marzo 2007

ANTICA PREGHIERA IRLANDESE
ANCIENT IRISH PRAYER
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TROVA TEMPO
Trova tempo per giocare,
è il segreto dell'eterna giovinezza.

Trova tempo per pensare,
è la fonte del potere.

Trova tempo per sognare,
è attaccare il tuo carro ad una stella.

Trova tempo per leggere,
è il fondamento della saggezza.

Trova tempo per l'amicizia,
è la strada della felicità.

Trova tempo per aiutare gli altri,
la giornata è troppo breve
per essere egoista.

Trova tempo per ridere,
è la musica dell'anima.

Trova tempo per amare
ed essere amato,
è il privilegio degli dei.

IT FINDS TIME
It finds time in order to play,
is the secret of eternal youth.

It finds time in order to think,
is the source of the power.

It finds time in order to dream,
is to attack your wagon to one star.

It finds time in order to read,
is the foundation of the wisdom.

It finds time for l'amicizia,
is the road of the happiness.

It finds time in order to help the others,
the day is too much short for being egoist.

It finds time in order to laugh,
is music of soul.

It finds time in order to love
and to be loved,
is privileges of deity.

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16 marzo 2007

MITI E LEGGENDE

LA LEGGENDA DI MISURINA

Una non troppo antica leggenda narra di Misurina, la figlia di un gigante, il Re Sorapis. La bambina molto capricciosa pretendeva che il padre le donasse lo specchio "tuttosò" che apparteneva alla fata del Monte Cristallo. La fata propose un patto: avrebbe concesso lo specchio solo se il Re avesse accettato di trasformarsi in una montagna. Non appena Misurina afferrò lo specchio Re Sorapis subì l'eterna trasformazione. Solo allora la bimba si disperò e presa da improvviso capogiro precipitò dall'alto assieme allo specchio. Dagli occhi, ormai quasi spenti di Sorapis, cominciarono a scendere delle calde lacrime che formarono il Lago di Misurina.


Questa leggenda è stata messa in musica da un famosissimo cantautore italiano "CLAUDIO BAGLIONI" ecco il testo della canzone.


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Artist: Claudio Baglioni
Album: Sabato Pomeriggio
Year: 1975
Title: Il Lago Di Misurina

Sciolta ormai l'ultima neve
su un tappeto d'erba nuova
con un passo lieve nell'aurora
Misurina camminava
sopra ad una rupe si fermava
ogni dì alla stessa ora

nella calma del tramonto
il silenzio era velluto
un arcobaleno di pensieri
lei gettava giù nel vuoto
e qualcuno la spiava muto
il suo nome era Sorapis
Sorapis che viveva solo lassù
tra abeti e genziane blu
nessun sorriso c'era tutto per lui
un giorno scivolò giù
la vide con gli occhi suoi

Misurina riposava
tra il ginepro e i rododendri
si affacciava il sole dalle nubi
sopra i suoi capelli biondi
ed un alito di vento andava
a sfiorare lei
per lasciarla poi
tra le braccia di Sorapis

Sorapis chiuse gli occhi e il capo inchinò
e giorno e notte aspettò
finché di pietra non fu
e con le lacrime che scesero giù
un verde lago formò
tra abeti e genziane blu

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